Rhythm & Drums

Rhythm & Drums

Tra il principio d'organizzazione e il principio di disorganizzazione, tra alto e basso.

 

Il giorno 14 febbraio 2016 si è tenuto, presso lo Spazio Risonanze dell'Auditorium Parco della Musica, un insolito concerto che vede la partecipazione di circa una ventina di percussionisti del corso di Alto Perfezionamento dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Alla base del concerto si colloca una certa idea di musica, che intende mantenere al suo interno un inestinguibile potenziale di lotta, un conflitto costante tra principi opposti che non sembrano trovare sintesi alcuna. I brani, scritti e diretti dal Maestro E. Giachino, mettono in luce il suddetto contrasto: come nella realtà, la musica si fa portatrice di un ineluttabile elemento dionisiaco (per dirla con le categorie del Nietzsche de La nascita della tragedia), caotico, irrazionale, che, se da una parte sembrerebbe sovvertire la perfezione del sistema, nonché l'ideale greco di bellezza che predilige in assoluto il Logos e l'equilibrio della simmetria, dall'altra parte recupera il principio del bello, ma lo inserisce ora nella complessità del reale. Un reale che giammai si presenta perfettamente ordinato, bensì vede sempre al suo interno (più o meno manifeste) fratture, sovrapposizioni, o ancora divergenze e che proprio in queste crepe asimmetriche riscopre però tutta la sua ricchezza e complessità. In questa prospettiva la musica esplicita, con il suo peculiarissimo linguaggio, quello che J. Lacan aveva definito l'eccesso informe del reale.

Inoltre, il (forse anche destabilizzante) principio di casualità prende il sopravvento su quello di causalità: rispetto alla tranquillizzante idea di un prima e un dopo logicamente connessi prevale il caos, in una sorta di musica dell'entropia, nella quale si danno, per utilizzare un'espressione cara a quello storico dell'arte sui generis che fu C. Einstein, blocchi di acausalità che irrompono in una realtà dominata dai processi meccanici e pretesa come unica e organica. Nel caso della musica, poi, ciò non significa assolutamente che non si ha più ordine alcuno. L'elemento caotico non spazza via quello logico-razionale, ma, al contrario, ha da convivere con quest'ultimo, mantenendo così aperta una dialettica che si nutre della stessa antitesi non superabile dei due termini.

Altro elemento caratterizzante il concerto, da situarsi all'interno del progetto Rhythm&Drums, è l'inusuale utilizzo di oggetti assolutamente eterogenei (dai vasi da giardino agli attrezzi agricoli, passando per alcuni pezzi di una stufa a legna!) che, variamente composti e percossi nelle più disparate modalità, vanno a costituire inediti strumenti che si affiancano in modo originale alle tradizionali percussioni. Ne viene un complesso in cui si hanno accanto alle marimbe a agli xilofoni, ai tamburi, alla macchina del vento, alla grancassa etc. strumenti quali un chiavilofono, così chiamato perché formato da chiavi inglesi, pentole ricoperte da palloncini che vengono pizzicati, bottiglie contenenti varie quantità di acqua colorata che percosse producono suoni di diversa altezza, nonché strumenti di per sé classici, ma suonati in questo contesto altro in maniera quantomeno eterodossa (un esempio tra tutti i piatti suonati con l'archetto del violino). L'elenco potrebbe essere esteso notevolmente in una discesa libera verso le res della quotidianità, come a dirci che è possibile fare musica proprio con tutto, che la musica in qualche modo sta all'origine delle cose.

Ebbene, come di contro a un principio di organizzazione si ha un irriducibile principio di disorganizzazione, in modo analogo, accanto agli strumenti alti vengono disposti strumenti, per così dire, bassi, che interagiscono con i primi in un duplice processo di innalzamento-abbassamento, che, in un certo senso, ricorda quel movimento di va e vieni proprio della dialettica (basso) materialista di G. Bataille, tra i più importanti animatori della rivista francese Documents (1929-30).

Ciò che emerge, ancora una volta, è la ricerca continua ed inarrestabile dettata da un voler sperimentare, in uno spingersi oltre che recupera gli elementi più bassi della realtà, nell'ambizioso tentativo di cogliere la totalità del reale, in virtù dell'affermazione della coesistenza di principi opposti, ma senza la presunzione che questa totalità possa essere spiegata: forse solo mostrata, attraverso l'espressione artistica, magari in un concerto.

 

 

 

 

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