Un equilibrio tremante

Un equilibrio tremante

Il rapporto tra l'uomo e la montagna è antico e profittevole per entrambe. Quando le cure vengono meno iniziano i dolori.

Dopo una giornata trascorsa in compagnia del Cai di Sulbiate, tra Carona e i Laghi Gemelli, in Val Brembana, scaturisce la voglia di raccontare un sodalizio antico tra uomo e natura, in particolare con l'ambiente montano.

È uno scambio reciproco e continuo con la Montagna.
La montagna regala paesaggi mozzafiato durante tutto l'anno, ospita turisti nella stagione sciistica, è riparo dalla calura estiva. Offre risorse faunistiche, tra caccia e allevamento; floreali, erbe, per farmaci e cosmetici. Dona acqua dolce, non solo distribuita e imbottigliata, ma, fin dall'Ottocento, usata per generare energia elettrica. Nel 2013, il 47% dell'energia da fonti rinnovabili ha avuto origine idroelettrica.

Un ambiente ricco, ma fragile.
L'acqua, tanto necessaria in queste settimane di agosto, può diventare distruttiva in una piena autunnale.
La montagna chiede cure.

Chiede l'istituzione di Parchi naturali, chiede che la caccia sia regolata, il sottobosco pulito, i fiumi dragati le strade messe in sicurezza.
Alcuni di questi sono impegni che il CAI - Club alpino italiano - persegue dal 1863 e ha voluto includere nel suo Bidecalogo, approvato in occasione del 150° anniversario.
Il CAI on è un club esclusivo, per pochi: il sodalizio conta più di 306mila soci che si definiscono “utilizzatori e protettori dell'ambiente montano”.

Cos'altro fa il CAI?

Ogni sezione e sottosezione (800 lungo lo stivale) è animata dai volontari, con sue peculiarità. La sottosezione di Sulbiate, il mio paese, organizza gite a vari livelli, dalla ‘ciaspolata’ notturna per famiglie, all'escursione per esperti con attrezzature da ghiaccio. I Ragni di Lecco, famoso gruppo alpino, insegnano ad arrampicare e formano guide.

Poi vi sono gli organi tecnici. Il REI - Rete escursionistica italiana - ha il mandato di mappare il sistema di sentieri, lungo 65 mila km, e far sì che i rifugi, i nodi di questa rete, dialoghino tra loro. Il CNSAS, Comitato nazionale di soccorso alpino e speleologico, si occupa di prevenzione, soccorso di infortunati e recupero caduti. Riceve dal Ministero dell'Ambiente 2,4 milioni di euro l'anno per il servizio di pubblica utilità, per mantenere le strutture e sviluppare nuovi metodi di monitoraggio.

La montagna ha bisogno di cure all'altezza dei tempi, competenze e professionalità. Nel 2003, dall'accordo tra l'Università degli Studi di Milano e il MIUR, nasce l'Università della montagna, UNIMONT, a Edolo. Giovani e appassionati della montagna hanno l'opportunità di formarsi in questo laboratorio privilegiato sull'Adamello, vicino al Passo del Tonale. Nei corsi di studio e master vengono coinvolti gli enti locali, gli operatori, aperti tavoli di ascolto con gli esperti, creati progetti con fondi europei.

L'equilibrio uomo-montagna è profittevole per entrambi ma, se alterato, porta a gravi conseguenze. Il riscaldamento atmosferico è 2/3 volte più intenso in montagna: all'inizio di agosto 2015, gran parte dei ghiacciai alpini si è sciolta con un mese di anticipo. Questo implica anche una maggiore erosione della roccia.

...non ci resta che abbandonare la montagna?

No, ma c'è da percorrere una salita, per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, passo dopo passo. Vanno studiate nuove tecnologie di depurazione dell'acqua, costruiti bacini di raccolta (soprattutto dove l'acqua è sempre stata abbondante) adottate misure che contrastino l'abbandono delle terre montane. Ogni salita percorsa da soli è più dura, in questo caso è impossibile: da tempo i club dell'arco alpino, CAA, condividono ideali, si interfacciano con la Commissione Europea e ogni anno cercano di favorire l'applicazione delle direttive (per le quali vengono ascoltati).

Ai soci del CAI spetta di farsi protagonisti e guide di una rinnovata educazione ambientale. Tutti, però, consapevoli di questo delicato rapporto. Possiamo avvicinarci alla montagna, capirne la specificità per tornare ad essere viaggiatori e non solo passeggeri.

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