CETA, tra favorevoli e contrari un dibattito sul futuro dell’Europa

CETA, tra favorevoli e contrari un dibattito sul futuro dell’Europa

Un trattato di libero scambio che cambierà il volto del commercio internazionale

 

Giorni concitati a Bruxelles a causa del Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA). Infatti, il parlamento federale della Vallonia (una delle regioni autonome del Belgio) ha minacciato il veto sull’accordo di libero scambio fra Ue e Canada, ritirato poi il 28 ottobre.

Il CETA è un trattato che, insieme al TTIP (del quale si discute fra Europa e Stati Uniti), ha creato un forte movimento di protesta tra i cittadini del continente europeo. Non è il solito accordo commerciale, perché non tratta solamente dell’eliminazione dei dazi commerciali fra due controparti, bensì punta ad armonizzare prassi e regolamenti tra le due sponde dell’Atlantico: i macchinari, le indicazioni geografiche protette, i controlli igienici sui prodotti agricoli, il diritto del lavoro e i visti di ingresso sono alcune delle materie toccate dal CETA.

Ciò che più ha preoccupato la cittadinanza sono gli ISDS, acronimo di Investor-to-State Dispute Settlement: un arbitrato privato con il compito di dirimere le controversie fra gli Stati facenti parti dell’accordo e gli investitori esteri, i quali possono fare causa a uno Stato sulla base di un “mancato profitto”.

Due noti esempi di applicazione degli ISDS sono:

  • Vattenfall vs Germania: basandosi sull’Energy Charter Treaty, la multinazionale svedese del nucleare ha fatto causa allo Stato tedesco chiedendo un risarcimento di 4,2 miliardi di Euro, per aver chiuso le centrali nucleari sul proprio territorio in seguito all’incidente di Fukushima.
  • Véolia vs Egitto: la società francese, gestore del servizio di nettezza urbana del comune di Alessandria d’Egitto, ha fatto causa al Paese, perché l’Egitto aveva introdotto un salario minimo maggiore di quello con cui Véolia pagava i dipendenti.

Durante la fase di negoziazione del CETA, viste le numerose critiche, l’arbitrato è stato modificato con l’introduzione di una Corte Internazionale degli Investimenti. Essa prevede maggiore trasparenza nella scelta dei giudici e la possibilità di ricorrere in appello, impossibile invece nel precedente modello.

Di questo argomento si è parlato alla conferenza “I trattati transatlantici e l’Europa del futuro” tenutasi presso lo Eurostar Hotel Saint John di Roma il 21 ottobre 2016. Il confronto era animato da due politici: uno favorevole al trattato (On. Adriano Palozzi, Forza Italia) e l’altro contrario (On. Tiziana Beghin, Movimento Cinque Stelle). Per Palozzi, è importante approvare i trattati transatlantici per risolvere la crisi economica italiana. C’è la possibilità per le aziende italiane, forti del rinomato “Made in Italy”, di allargare i propri mercati oltreoceano e di internazionalizzarsi. Tiziana Beghin, invece, ha espresso una forte contrarietà all’accordo, perché esso limita la sovranità decisionale degli Stati nei confronti degli investitori attraverso il meccanismo degli arbitrati e rischia di mettere fuori gioco le piccole imprese italiane che vendono sul mercato nazionale ed europeo. Uno studio sulle prospettive economiche del CETA prevede che aumenteranno i flussi commerciali fra UE e Canada, ma diminuiranno quelli tra i Paesi UE.

 

Share this article

Panorama per i giovani

Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

Una rivista on line, interamente realizzata dagli allievi del Collegio "Lamaro Pozzani", che cerca di partire da quello che ci interessa oggi per anticipare ciò che conterà domani.

Ultimi articoli