Che cosa significa fare banca oggi?

Che cosa significa fare banca oggi?

A Palazzo Altieri si è tenuta la XLVIII Giornata del Credito

 

"Dal 2008 l'economia internazionale è entrata in crisi: bisogna assolutamente voltare pagina creando occupazione per alleggerire tensioni politico-sociali e conciliando dimensione, efficienza e territorialità a sostegno delle PMI. Le banche hanno un ruolo determinante nel sistema produttivo e attraverso gli strumenti di credito devono spingere i consumi e gli investimenti."

Così il Cavaliere del Lavoro Ercole Pellicanò, presidente dell'ANSPC (Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito), apre i lavori della XLVIII Giornata del Credito, tenutasi lo scorso 4 ottobre a Palazzo Altieri, sede dell'ABI. Le riflessioni dei relatori intervenuti hanno disegnato un'analisi della situazione delle banche italiane nell’attuale contesto regolamentare e tecnologico, evidenziandone i riflessi sul sistema produttivo del Paese e le sfide da affrontare.

Prima della Tavola rotonda, interviene il Direttore Generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi: "La crisi finanziaria ha radicalmente cambiato le condizioni in cui agiscono le banche oggi: da una parte è avvenuta una riforma delle regole a livello sovranazionale, che impone ai sistemi bancari di tenere capitali in maggiore quantità e di migliore qualità; dall'altra, la formidabile accelerazione dello sviluppo della tecnologia ha ridotto al minimo la distanza tra banche e clienti." "L'industria bancaria - continua il Direttore Rossi- deve fare esercizio fisico per perdere peso e recuperare liquidità. L'esercizio fisico consiste nel sostegno all'economia anche in fasi avverse, nella dismissione di attività non funzionali all'attività bancaria, nell'investimento nelle nuove tecnologie; il prerequisito a tutto ciò è una buona governance." La riflessione si sposta sul sistema produttivo italiano, caratterizzato dalla predominanza delle PMI - che limita la capacità di internazionalizzazione e di innovazione per via degli scarsi investimenti in R&S1 - e da una crescente polarizzazione: eccellenti imprese, da un lato, prevalentemente medio-grandi e “ricercate”, mentre, dall’altro, imprese piccole, “rifiutate”, inevitabilmente destinate a scomparire. In mezzo a questi due poli c'è tutta una "massa grigia" di aziende con del potenziale “inespresso”: secondo Rossi è importante che le banche individuino e aiutino queste imprese, spesso deboli a causa di scarsa capacità dei loro manager, riuscendo a dar loro strumenti idonei per esprimersi e crescere.

I lavori della Giornata proseguono con la Tavola rotonda coordinata dal Consigliere di Amministrazione RAI Paolo Messa. Il primo a parlare è Giorgio Di Giorgio, professore presso l’ateneo LUISS Guido Carli, che con dati alla mano mostra come la crisi del 2008 non abbia in verità intaccato la crescita globale, mantenutasi costante, ma abbia piuttosto rimescolato le carte a favore dei Paesi emergenti. "Mentre qualche decennio fa il contributo dei Paesi emergenti alla produzione globale era di circa un terzo - afferma il professor Di Giorgio -, oggi si trova intorno ai due terzi e il contributo del BRIC2 vale quanto quello di USA e UE insieme. Attenzione inoltre all'Africa, che, accrescendo la propria popolazione fino ai 4 miliardi, farebbe aumentare quella mondiale fino a 10-11 miliardi, con i conseguenti problemi di gestione di spazio e risorse." In questo contesto, sottolinea il professore, l'Italia è chiamata ad affrontare le proprie sofferenze bancarie. Che sono, in primis, l'enorme fardello dei npl3, per il quale misure come la cartolarizzazione e il fondo Atlante 2 sono certamente utili, ma non sufficienti.

Continua il dibattito il Presidente di Banca IMI Gaetano Miccichè, secondo il quale è ugualmente necessario puntare sulle medie imprese. "Occorre che le banche siano un fondo di liquidità, che aiutino le aziende ad affrontare gli ostacoli alla crescita dimensionale; che sia rilanciato il mercato azionario italiano e che gli imprenditori trovino il coraggio di aprire il capitale. Che il nostro Paese si concentri sull'occupazione giovanile e punti al turismo attraverso le grandi opere".

È il turno dell’avvocato e professore Mario Nuzzo, in veste di Vice Presidente di Cassa Depositi e Prestiti. Per lui, ogni intervento si deve muovere lungo due linee: una verticale di "efficientamento" del Paese e l'altra orizzontale di sostegno del tessuto produttivo e del consumo. "Per quanto riguarda la prima dimensione, la Cassa Depositi e Prestiti ha il compito di curare gli investimenti strategici, specie nelle infrastrutture, necessarie ad ogni impresa, utilizzando i fondi del Piano Juncker. Dal punto di vista della dimensione orizzontale, invece, la Cassa Depositi e Prestiti mette a disposizione del Paese 160 mld di euro, capaci di generare un incremento del PIL dello 0,6%, con l'obiettivo di ricreare negli imprenditori fiducia e voglia di reinvestire. Tuttavia è necessaria una comune riflessione da parte dei grandi attori, per individuare le risorse da utilizzare e concordare obiettivi e modalità degli interventi nell'ambito di un progetto d'insieme, guardando al futuro."

Prende poi la parola il Presidente del Gruppo Tecnico Credito e Finanzia di Confindustria, Matteo Zanetti: "Nel difficile contesto odierno l'eccessiva rigidità del sistema bancario imposta dal regolatore europeo si contrappone alle favorevoli condizioni di credito interno". "Non vale più il motto “piccolo è bello”; l'impresa deve investire e crescere, e ciò deve far parte di un processo culturale. Questo processo deve, però, essere aiutato da iniziative concrete, come ad esempio la valorizzazione degli intangibles, l'aiuto agli imprenditori nel comprendere le nuove forme di interazione con i sistemi bancari o l'incentivo alla formazione culturale per poter conoscere al meglio le best practices."

Chiude, infine, la Tavola rotonda Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell'ABI, che parla di 5 sfide per il banchiere d’oggi. La prima, proveniente dal passato, ha a che fare con crediti deteriorati, multe e contenziosi aperti (vedi le banche britanniche) e i cosiddetti level 3 asset. Fra le sfide del futuro, invece, il forte rallentamento del tasso di crescita europeo, l'incertezza sul futuro stesso dell'Europa derivante dalla sua debolezza istituzionale e dal problema immigrazione, la riforma delle regole del sistema bancario e la rivoluzione digitale. Secondo Sabatini occorre quindi maggior coordinamento a livello di politica monetaria, dare certezza e stabilità alle regole, permettendo di vederne i risultati prima di cambiarle, sfruttare le nuove tecnologie ed eventualmente ragionare insieme nel momento di produzione normativa.

L'evento si conclude con la tradizionale consegna dei Premi di Laurea intitolati a Francesco Parrillo ed i saluti finali del Cavaliere del Lavoro Ercole Pellicanò, che tiene a ribadire l'importanza della fiducia: "se manca la fiducia non si muovono quei punti fondamentali di un processo economico: investimenti e consumi. È necessario, pertanto, che questo Paese ritrovi compattezza a livello politico e cominci a ridare fiducia ai suoi cittadini."

1_ R&S: Ricerca e Sviluppo

2_ BRIC: Brasile, Russia, India, Cina

3_ npl: Non performing loans, ovvero i crediti deteriorati

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