La nuova Legge di bilancio

La nuova Legge di bilancio

Focus sulla riforma della gestione finanziaria dei conti pubblici.

 

L’approvazione in tempi record della manovra di finanza pubblica per il triennio 2017-2019 a cui il Parlamento è pervenuto in questi ultimi giorni così densi di avvenimenti politico-istituzionali ha messo in secondo piano una novità rilevante che essa porta con sé. La sessione di bilancio appena conclusasi ha infatti prodotto un solo documento contabile al posto di due: è la nuova legge di bilancio, che ha sostituito sia la legge di stabilità sia la legge di bilancio previste e disciplinate dalla legge n. 196 del 2009[1], ultima riforma normativa in tema di contabilità e finanza pubblica.

La concentrazione di due distinti provvedimenti in un unico disegno di legge discende dall’attuazione della disposizione costituzionale che si occupa del contenuto della legge di bilancio dello Stato, ovvero l’articolo 81 sesto comma[2], nella versione che di esso ha dato la legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1[3]. La legge di attuazione[4] ha richiesto che “una legge dello Stato” intervenisse per ridisegnare la struttura del bilancio, valorizzandone la nuova concezione sostanziale che lo caratterizza e la sua più accentuata funzione allocativa e di monitoraggio delle performance pubbliche in relazione al conseguimento degli obiettivi programmatici stabiliti nel Documento di economia e finanza (DEF) e rivisti nella successiva Nota di aggiornamento.

Questa legge dello Stato è la legge n. 163 del 2016[5], pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 agosto scorso, che ha novellato gli strumenti della programmazione finanziaria disponendo in primis l’abrogazione del disegno di legge di stabilità, fino ad ora cardine della politica economica dell’Esecutivo, e riarticolando l’atto di bilancio, il cui termine di presentazione alle Camere da parte del Governo – ai sensi dell’articolo 81 quarto comma[6] della Costituzione –  è stato posposto al 20 ottobre. Andando ad incidere direttamente sulla legge di contabilità e finanza pubblica del 2009, la nuova legge non ne muta la natura di testo normativo di riferimento, come già era avvenuto nel 2011 per la coordinazione del ciclo di programmazione finanziaria col semestre europeo[7].

Come si presenta il nuovo bilancio dello Stato? È composto da due sezioni: una sezione normativa e una sezione contabile. La prima sezione contiene le misure quantitative funzionali a realizzare gli obiettivi di finanza pubblica; la seconda contiene le previsioni di entrata e di spesa espresse in termini di competenza e di cassa, formate sulla base del criterio della legislazione vigente e integrate con gli effetti della manovra.

Di fatto la prima sezione della nuova legge di bilancio riproduce il contenuto tipico della vecchia legge di stabilità: la parte normativa provvede esclusivamente a delineare il quadro di riferimento finanziario, regolando anno per anno le grandezze macroeconomiche previste dalla legislazione vigente e col divieto di inserire norme di delega, di carattere ordinamentale od organizzatorio, ovvero interventi di natura localistica o microsettoriale, rimessi ad eventuali disegni di legge collegati alla manovra finanziaria. I suoi effetti hanno decorrenza nel triennio preso in considerazione dal bilancio e non possono incidere direttamente sugli stanziamenti delle risorse.

La sezione contabile consta dell’ex bilancio annuale di previsione, redatto sulla base della legislazione vigente, ma senza più l’elaborazione anche su base pluriennale del medesimo, né a legislazione vigente, né nella versione programmatica. Rimane la possibilità di apportare variazioni alle previsioni alla luce delle proposte di rimodulazione delle dotazioni finanziarie dei programmi di spesa da introdurre con la manovra, ma in modo più flessibile, anche in un orizzonte temporale pluriennale, pur rispettando le condizioni e i limiti posti dalla nuova legge.

La nuova legge di bilancio rimane corredata come in precedenza da una serie di atti ulteriori, volti ad illustrare e spiegare meglio i contenuti, le scelte e i criteri adottati e l’impatto della manovra. Più precisamente si individuano la relazione tecnica, a cui vengono allegati due distinti prospetti, uno riepilogativo degli effetti della sezione normativa e uno riassuntivo degli effetti derivanti dalle variazioni disposte nella sezione contabile, ed una nota tecnico-illustrativa, che già accompagnava la legge di stabilità.

Al di là delle innovazioni tecnico-procedurali che hanno ri-connotato nel complesso la gestione finanziaria dello Stato, è la logica sottostante il procedimento legislativo in cui consiste la nuova manovra ad essere cambiata completamente. Nella sua nuova veste sostanziale, la legge di bilancio ha ora la libertà di decidere in che modo distribuire le risorse disponibili secondo gli interventi pubblici che si reputano prioritari e necessari per soddisfare i bisogni delle collettività, calibrando il governo della spesa anche sulla base delle circostanze congiunturali del contesto economico. Al tempo stesso si evidenzia con più chiarezza il legame tra risorse stanziate e obiettivi perseguiti, potenziando il ruolo di cassa e promuovendo un controllo più stringente sui risultati, in termini di qualità, efficienza ed efficacia. L’obiettivo del processo riformatore è quello di incentrare la decisione di bilancio sull’insieme delle entrate e delle spese pubbliche, piuttosto che sugli interventi marginali, per stimolare lo sviluppo e la crescita economica del paese in modo sostenibile, trasparente ed organico.

 

[1] Cfr. Art. 11 co. 1, primo periodo, della legge 31 dicembre 2009, n. 196. “La legge di stabilità e la legge di bilancio compongono la manovra triennale di finanza pubblica.”

[2] “Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale.”

[3] “Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Carta costituzionale”

[4] Cfr. Art. 15 (Contenuto della legge di bilancio) della legge 24 dicembre 2012, n. 243 “Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'articolo 81, sesto comma, della Costituzione”

[5] “Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, concernenti il contenuto della legge di bilancio, in attuazione dell'articolo 15 della legge 24 dicembre 2012, n. 243”

[6] “Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.”

[7] Cfr. Legge 7 aprile 2011, n. 39 “Modifiche alla legge 31 dicembre 2009, n. 196, conseguenti alle nuove regole adottate dall'Unione europea in materia di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri”.

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