A Subià, prove d’integrazione

A Subià, prove d’integrazione

Dalla Nigeria alla Brianza, nelle storie di migrazione, la metà è il viaggio del migrante, l’altra metà è di chi accoglie  

 

Martedì pomeriggio dopo Pasqua il sole non è ancora risorto del tutto. Ultimi giorni di vacanza: ci saranno un po’ di bambini all’oratorio e vado a fare un giro. Incontro i miei ragazzi preferiti, Lollo e Ste al basket, Mara sulla panchina con Morena e Gio, una promessa del rap brianzolo. Mentre parliamo sull’altra panca arriva Anthony, uno dei cinque migranti che da gennaio ospitiamo in oratorio, nei locali sopra la sacrestia, ristrutturati e resi accoglienti grazie al lavoro di imprese edili, idraulici e fabbri e alla generosità di molti. Quando arriva Ale, verso le sei, i ragazzi se ne vanno, sto per fare lo stesso ma non resisto a sedermi con Tony e scambiare due parole con lui: stando sempre a Roma le occasioni per conoscersi sono poche e vanno sfruttate!

Iniziamo a parlare del lavoro che fa all’isola ecologica. Infatti la mattina lo avevo visto smontare e separare le parti di uno scaffale, mentre Riccardo, il boss dei rifiuti (in senso buono) a Sulbiate, mi spiegava le novità che ci saranno in discarica.

A turno, lui e gli altri quattro prestano servizio, aiutando i volontari dell’Associazione Don Mario Ciceri, che gestisce discarica e raccolta. Questo all’interno di un programma di inclusione, organizzato con Caritas e altre Associazioni, per farli partecipare alla vita della comunità. Seguono lezioni di italiano e altre attività.

Posso chiederti cosa studi?

È lui a porre con molta delicatezza la domanda, (poiché sa che ‘studio a Roma’). Ingegneria Energetica, ‘power facilities and all about energy’ e lì scopro con gioia e sorpresa che anche lui è laureato in fashion e design, all’università di ..

aspettate che cerco nella cronologia (me l’ha mostrata sul cellulare, ma certi nomi..) Auchi Polytechnic. ‘Clothes, drawing, painting’: sono curioso anche se cerco di mascherarlo. Anche lui è curioso, ma con più naturalezza inizia a chiedere come funziona qui la scuola, dai piccoli, salendo. Non mi tiro indietro, ma poi è il suo turno.

Sistema d’istruzione nigeriano

La scuola primaria in Nigeria dura 6 anni, si conclude con un esame. La scuola secondaria ha altri 6 anni ed esame finale, la nostra maturità. L’anno scolastico è diviso in trimestri e il terzo è il più importante, perché se i voti non sono buoni i professori dicono ai tuoi genitori: “lui resta qua”.

L’università è variegata: puoi avere in 2 anni un riconoscimento nel tuo stato e per essere riconosciuto a livello federale ne servono altri due.

Se hai i soldi...

Più volte Tony torna sulla parola ‘money’: se hai i soldi, puoi essere rispettato anche senza studiare; se hai cervello e non hai soldi è dura; se non hai cervello e non hai soldi…

Insiste perché non sembro capire: nelle scuole private ti insegnano meglio. Inoltre, ogni scuola ha un rating e quelle col rating più alto ti danno il diploma invece che in sei, in cinque, addirittura quattro anni. Quindi se hai i soldi vai in una scuola privata, ti insegnano bene e se quella scuola è abilitata a diplomarti in soli quattro anni, tra primaria e secondaria hai ‘guadagnato’ quattro anni di studio e magari ti mandano negli Usa al college. In casi più normali, un paio d’anni in anticipo fanno già la differenza.

Buon viaggio

Dice sempre la grande Becky Mc Daniell a tutti gli studenti internazionali che approdano a Morgantown (WV): “non siete solo voi a viaggiare, qui ci sono tanti ragazzi che non sono mai usciti dalla West Virginia (un po’ la Valle d’Aosta degli Stati Uniti, per interderci); parlate con loro, raccontategli le vostre storie o anche solo spendete del tempo con loro, così li farete viaggiare, statene certi” … dopo tutto, non è così lontana la Nigeria.

Pronti… via !

Guardando i bambini giocare (tra un po’ inizieranno gli allenamenti con Peo), Tony mi dice tutto contento che hanno fatto la visita medica e sono tutti pronti, non solo per allenarsi, ma anche per giocare. Lui è attaccante e in tandem con Adnane guideranno la volata della Sulbiatese nelle ultime giornate di campionato. Poi a maggio il torneo primaverile, vero evento della zona (ormai alla 42a edizione!). Lì forse ci rivedremo. Per ora in bocca al lupo e a presto!

 

 

Share this article

Panorama per i giovani

Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

Una rivista on line, interamente realizzata dagli allievi del Collegio "Lamaro Pozzani", che cerca di partire da quello che ci interessa oggi per anticipare ciò che conterà domani.

Ultimi articoli