Bonus Cultura: facciamo il punto

Bonus Cultura: facciamo il punto

Dal mese di ottobre i 500€ saranno finalmente disponibili nel portafoglio elettronico dei 18enni registrati.

 

Nei piani del Governo Renzi, investire su arte e cultura è la via maestra per rilanciare l’immagine dell’Italia, non solo di fronte ai partners internazionali, recuperando credibilità e attrattività – e magari anche qualche soldo in più dal settore del turismo – ma anche e soprattutto nei confronti degli stessi cittadini del Belpaese, disaffezionati a causa di mala gestione e tante storie di incuria e corruzione. Questa volontà di promozione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale di casa nostra va realizzandosi attraverso lo studio di misure e percorsi ad hoc, si pensi all’Art bonus, che coinvolgano destinatari diversi, nell’unico fine di ricostruire una solida identità italiana comune.

La legge n. 208 del 28 dicembre 2015 ha previsto una carta elettronica per ogni adolescente che nel corso di quest’anno varca la soglia della maggiore età: con questa carta ogni diciottenne può usufruire di beni e servizi culturali di vario genere forniti da esercenti registrati e autorizzati dal Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo). L’importo massimo nominale a disposizione di ciascun neo adulto è pari a 500€, i modi in cui spendere questa cifra numerosi: andare al cinema, al teatro o al museo, oppure assistere come spettatori a spettacoli dal vivo di contenuto rigorosamente culturale; visitare un’area archeologica, una galleria d’arte, un monumento in giro per l’Italia; partecipare a manifestazioni di carattere culturale, come fiere, festival e mostre; visitare parchi naturali. Senza dimenticare infine lo shopping culturale, sia nel mercato reale sia in quello virtuale, per comperare libri e altre pubblicazioni naturalmente coerenti con lo scopo di educazione alla cultura.

Che destino ha avuto questa lodevole iniziativa destinata a tanti giovani italiani? In verità si è arenata quasi subito. Il Dpcm che avrebbe dovuto definirla nel dettaglio non è mai stato emanato nei tempi previsti dalla legge. Scaduti i trenta giorni, Palazzo Chigi ha taciuto per mesi, salvo una apprezzabile estensione della platea dei beneficiari della carta elettronica, senza però mai provvedere ad illustrare come ottenerla e sfruttarla in concreto. Finché un comunicato stampa del 15 settembre 2016 ha finalmente chiarito lo stato del progetto e l’ha fatto partire ufficialmente.

Le scelte tecnico-strategiche effettuate dal Governo per realizzare l’iniziativa possono forse giustificare la lunga attesa. È stata messa a punto 18app, una webapp che serve da piattaforma di matching domanda-offerta di beni e servizi, alla quale i diciottenni possono accedere col proprio SPID rilasciato da uno dei provider autorizzati dalla Pubblica Amministrazione per generare l’identità digitale. Se per ottenere i 500€ su 18app ed utilizzarli è necessario accreditarsi con la propria identità digitale, anche gli esercenti interessati ad offrire i propri prodotti ai nuovi adulti devono necessariamente entrare a far parte del circuito elettronico controllato dal Mibact, registrandosi appositamente. Insomma, l’intento è chiaro: promuovere non solo l’educazione alla cultura, ma anche la digitalizzazione e l’informatizzazione dei servizi relativi, facendo leva sulle giovani generazioni per sollecitare anche il resto della popolazione ad adeguarsi in fretta ai nuovi strumenti tecnologici di comunicazione del mercato.  

È ancora impossibile valutare l’operazione bonus cultura ed indagare se i fruitori del medesimo siano o meno soddisfatti del privilegio economico-culturale che è stato loro riservato e se ne hanno fatto buon uso, accrescendo le proprie conoscenze e competenze in campo culturale. I neo18enni hanno infatti tempo fino alla fine del 2017 per poter spendere la cifra loro assegnata, che solo da questo mese verrà in effetti erogata agli account registrati e potrà cominciare ad essere spesa. L’auspicio è che tutto vada a buon fine, visto il notevole tempo occorso per pianificare e mettere in piedi l’intero sistema e la procedura digitale di erogazione del bonus, cancellando così ogni dubbio e pregiudizio che finora adombra inevitabilmente la riuscita dell’iniziativa.

 

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Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

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