“miOffroio”, storia di un’idea

“miOffroio”, storia di un’idea

Perché investire su noi stessi è il futuro del Web.

 

“Mi offro io” è la tipica frase che al liceo nel giorno di un’interrogazione chiunque avrebbe sognato sentir pronunciare da un compagno di classe: la scelta degli interrogati rappresenta una costante della vita scolastica, un momento che per molti studenti significa disagio e preoccupazione e il cui rimedio si ritrova sporadicamente nella spontanea decisione di un’altra persona di sottoporsi volontariamente al colloquio con l’insegnante.

Da queste tre parole comincia il mio contributo in prima persona al mondo digitale. Dopo anni trascorsi a fruire di contenuti prodotti da altri, ho ritenuto che fosse arrivato il momento di passare dall’altro lato dello schermo, condividendo il mio pensiero ed esponendomi, non senza timore, al giudizio degli ascoltatori, che sul web rappresentano gli effettivi “datori di lavoro”. Ho così deciso di intraprendere la strada della divulgazione online, attraverso dei brevi video caricati su YouTube. Spesso incomprese dai media tradizionali, le voci delle grandi figure del web - alle quali aspiro in un futuro di aggiungere anche la mia - evidenziano la tendenza alla democratizzazione dell’informazione. Internet rende noi tutti potenziali editori di noi stessi, concedendo uno spazio per offrire al mondo il proprio punto di vista, e riconosce il valore del creatore di contenuti unicamente sulla base dell’apprezzamento degli utenti.

Per questo motivo, dall’anno scorso è nata in me l’idea di adoperare la piattaforma di YouTube per creare dei contenuti attraverso i quali coltivare la mia passione per la cultura e per la sua divulgazione. D’altronde, il mantra che ricordo a me stesso più frequentemente è che “la cultura, se non è condivisa, non ha valore”. L’idea di trattare in video di circa 5 minuti gli argomenti che ho studiato negli ultimi anni di liceo deriva in primis da una necessità che io sentii tale: quella di trovare un modo rapido ed efficiente di riorganizzare quanto imparato in categorie collegate tra loro, per cogliere i nodi concettuali più rilevanti e da lì sviluppare la trattazione dei temi. E torna qui la ragione del nome: “miOffroio” come spinta a non temere di esporsi al giudizio, di non nascondere la propria conoscenza e il proprio desiderio di imparare; e “miOffroio” come mia volontà di non perdere l’aspetto umanistico studiato al liceo, ora che ho deciso all’università di studiare Fisica, ma anzi di metterlo a disposizione di chi ne voglia cogliere, in modo conciso e immediato, la ricchezza e la bellezza.

Continuo a seguire l’insegnamento dei creatori di YouTube che più ammiro, che è quello di rischiare, di avere fiducia nelle proprie potenzialità e di non preoccuparsi troppo del risultato, quanto invece considerare lo sforzo di svegliarsi presto al mattino per preparare un video come proprio contributo al mondo che ci circonda. Perché se la Rivoluzione Digitale ha dato diritto di espressione a tutti, non vale la pena di restare in silenzio.

Oggi non possiamo più pensare che il “mondo virtuale” custodisca un’immagine di noi altra e indipendente rispetto a quella del “mondo reale”: per questo ho voluto porre il primo mattone del mio futuro iniziando a costruire uno spazio in cui la cultura possa essere intesa come bellezza e condivisione, come contenuto digitale da fruire proprio accanto ai video più leggeri e disimpegnati. La strada è lunga e in forte pendenza, ma un viaggio di mille miglia comincia con un singolo passo, e spero che il desiderio e la determinazione di proseguire sia la costante di chiunque ha il coraggio di mettersi in cammino.

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