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All’inizio di una nuova esperienza

All’inizio di una nuova esperienza

Che cosa vuol dire vivere in Collegio

 

Mi chiamo Alberto Lorenzet e da poco più di un mese sono una matricola del Collegio Universitario dei Cavalieri del Lavoro “Lamaro Pozzani”, anche se, formalmente, lo sono solo da pochi giorni, cioè da quando ho ricevuto la cravatta blu con l’ape e il libro - i simboli del logo del Collegio - durante la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico tenutasi lo scorso 27 ottobre 2016.

Quella giornata è stata emozionante, innanzitutto perché sono entrato ufficialmente a far parte della comunità del Collegio dei Cavalieri; questo mi ha consentito di entrare a contatto con alcuni fra gli imprenditori di spicco del nostro Paese, che hanno manifestato grande attenzione verso noi giovani, e non hanno esitato a motivarci a profondere il massimo impegno nel nostro studio. Ospite d’onore della cerimonia era l’onorevole Pier Ferdinando Casini, che, indicando una macchia color blu al centro di una mappa geografica proiettata alle sue spalle, ha sviluppato un appassionante discorso sulle sfide geopolitiche che interessano il mar Mediterraneo, parlandone con realismo e lucidità. Insomma, ho vissuto un’occasione speciale, che testimonia perfettamente come è ora la mia vita qui in Collegio.

Il Collegio dei Cavalieri del Lavoro è un posto ideale per uno studente universitario, ricco di stimoli e di attività che supportano la propria specifica formazione accademica. Certo, non mancano affatto le difficoltà iniziali, specie per chi come me, oltre ad affrontare un nuovo tipo di studio, affronta anche una nuova realtà e abbandona le comodità di casa. Bisogna infatti abituarsi ai ritmi frenetici di una metropoli come Roma – purtroppo non sempre efficiente nei suoi servizi al cittadino, specie nei trasporti pubblici – e imparare ad orientarsi in nuovi spazi e fra nuove persone. Nel mondo dell’università, bisogna imparare a stare sempre all’erta e a gestire con flessibilità la propria organizzazione: dall’adeguarsi ad informazioni comunicate male o tardivamente fino alle corse di accaparramento dei posti in aule immense con lavagne minuscole, sui cui i professori tracciano spesso segni quasi invisibili da lontano.

Tuttavia, queste fastidiose criticità quotidiane sono decisamente tollerabili a fronte delle grandi opportunità che il Collegio dei Cavalieri del Lavoro mette a disposizione dei suoi studenti. Dopo un’intera giornata di lezioni all’università, in cui rientro in Collegio solo per l’ora di cena, non c’è nulla di più piacevole di scendere in mensa con tutti gli altri studenti, per mangiare insieme e raccontarsi reciprocamente che cosa si è fatto; oppure, in occasione della “cena in comune”, il cenare accanto ad invitati di prim’ordine, che ci intrattengono su temi d’attualità durante le conferenze che dopo cena si tengono nell’Aula Magna del Collegio. In queste serate noi studenti possiamo fare domande agli ospiti, dando vita a dibattiti che ci consentono di dar voce al nostro punto di vista e ci mettono a confronto con le carriere e i percorsi più diversi. 

La convivialità, il confronto, l’imparare dalle esperienze altrui sono un pilastro della vita in Collegio e l’essere tenuti a frequentare tutti insieme talune attività, come per esempio il “Corso di Cultura per l’Impresa – Cavaliere del Lavoro Gaetano Marzotto” oppure i corsi di lingua inglese, non fa che rafforzare questo spirito di gruppo e di condivisione.

In Collegio però non si studia solamente: ci sono anche salutari e necessarie occasioni di svago in compagnia. Insomma, quello che non esiste qui è la noia o la monotonia: hai un’ora libera? Ti rechi nell’attrezzatissima palestra per una buona dose di esercizio fisico. Hai mezz’ora? È sufficiente per sfogliare i quotidiani o le riviste e discuterne con gli amici. Hai un quarto d’ora scarso? Troverai sempre qualcuno disponibile a una rapida sfida a ping-pong o a calcio balilla, per distrarsi dallo studio con un break alternativo.

In conclusione, della mia ancora breve esperienza in Collegio, posso dire che è indubbia la serietà e la generosità dell’istituzione che mi ha accolto, ma ciò che più mi colpisce è la capacità di riuscire a realizzare la missione che essa si pone in un ambiente che risulta essere a ciascuno molto familiare, coniugando il senso di responsabilità e l’impegno alla solidarietà e al rispetto reciproco.

 

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Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

Una rivista on line, interamente realizzata dagli allievi del Collegio "Lamaro Pozzani", che cerca di partire da quello che ci interessa oggi per anticipare ciò che conterà domani.

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