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AUF DEUTSCH, BITTE! (in tedesco, per favore!)

AUF DEUTSCH, BITTE! (in tedesco, per favore!)

Piccolo resoconto di un breve corso intensivo di tedesco a Colonia

 

Giorno 1. Ore 10 del mattino, entro in classe. Il professore si presenta e chiede agli studenti di fare altrettanto. I miei compagni sono un medico rumeno, un economista svizzero, una signora belga in pensione, un ingegnere turco, una ragazza alla pari americana, uno steward di Hong-Kong, una insegnante di yoga cilena. Poi ci sono io: studentessa italiana di chimica.

Dove mi trovo?

In una scuola internazionale di lingue. Precisamente: Tandem International Sprachschule di Colonia, Germania. Le classi non potrebbero essere più eterogenee, ma gli studenti sono accomunati da una cosa: tutti vogliono imparare il tedesco. Impresa non certo facile, ma scegliere di fare un corso in Germania può aiutare, poiché permette di imparare la lingua nel modo migliore, cioè conoscendo nuove persone con cui, per evidenti motivi culturali, puoi parlare solo tedesco.

Una delle difficoltà iniziali, in particolare per i principianti come me, è mettere le parole in fila (in tedesco molto spesso il verbo va alla fine della frase), ma ascoltando e ripetendo molte volte le domande e le risposte, si fa esercizio senza accorgersene. La lingua è qualcosa di vivo, che non si può semplicemente studiare su un libro. Certo, i libri sono necessari, ma non sufficienti. I corsi in classe sono molto utili, ma ancor di più lo è la vita al di fuori della scuola. Si resta sbalorditi quando si scopre che il supermercato è uno dei posti migliori per imparare nuovi vocaboli!

Le giornate si susseguono velocemente. I corsi sono al mattino: tre ore, separate da una pausa di mezz’ora (non proprio “intensivi”, come direbbe il loro nome). Sono tenuti da professori giovani, ai quali si dà solo del “tu”.

Nella scuola, al posto dei distributori automatici, si trova una piccola cucina, con un frigorifero da cui è possibile prelevare bibite fresche: basta lasciare un euro nella cassa comune.

Dopo le lezioni, ci si ritrova con i ragazzi delle altre classi e si decide come passare il pomeriggio. Prima di tutto, cosa mangiare: i Currywurst mit Pommes sono la specialità di Colonia, ma la città pullula di ristoranti italiani (in cui la pasta non è niente male). A seconda del tempo, che spesso è piovoso, si sceglie se visitare il Duomo, un museo oppure semplicemente spazieren, passeggiare lungo il Reno o in un parco. Verso sera, ognuno si dirige verso casa: chi abita da solo, chi in una WG, Wohngemeinschaft, appartamento in comune con altri studenti, chi ha una camera in affitto nell’appartamento di una signora, come me. La sera però ci si ritrova di nuovo, perché no, a bere una Kölsch, la tipica birra di Colonia, in uno dei tanti pub sulla Zülpicher Straße. E anche qui, perché no, ci si esercita con il tedesco.

Dopo tre settimane, per me è già tempo di partire. Il mio è stato un soggiorno breve, ma intenso. Una vera e propria esperienza, che in tedesco si può rendere in due modi: Erfahrung, dal verbo fahren, viaggiare, e Erlebnis, dal verbo leben, vivere.

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Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

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