Utilizziamo cookie per favorire l'utilizzo del sito e ottimizzarne l'esperienza di navigazione. Continuando la visita del sito l'utente accetta l'utilizzo dei cookie.

Il Caso Moro nel racconto di Gero Grassi

Il Caso Moro nel racconto di Gero Grassi

L’intervento dell’on. Gero Grassi del 21 gennaio 2016 al Collegio Lamaro Pozzani sul sequestro e l’omicidio di Aldo Moro. Un’opportunità di formazione che passa attraverso la storia della Repubblica 

 

Credo di aver vissuto raramente un momento simile. Credo di aver provato raramente così tante sensazioni tutte insieme, come quelle che mi ha suscitato il racconto di Gero Grassi: un misto di curiosità e sconcerto, ripugnanza ed incredulità; una carica di coraggio, ma nello stesso tempo brividi di paura; tutto questo nell’ammirazione e nella riconoscenza verso chi ha dato non solo voce, ma anche anima e vita, ad una vicenda che oggi si trova ormai quasi solo sui libri di storia.

Gero Grassi è un deputato della Repubblica italiana che ha promosso attraverso la l. n. 82/2014 una Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro e lo ha fatto a 36 anni di distanza da quei fatti tragici della storia del nostro paese. È un componente del nostro Parlamento che lavora sul passato nel presente. È un cittadino italiano che guarda al futuro e cerca di costruirlo facendo luce dove ancora è buio e riscrivendo di suo pugno un capitolo di storia su cui non accetta compromessi. È un uomo che cerca la verità da impertinente, come si definisce egli stesso. Ho avuto l’opportunità di ascoltare la sua versione dei fatti sul caso Moro - che è quella che emerge dagli atti ufficiali in possesso della Commissione d’Inchiesta di cui fa parte - quando ha accettato di incontrare gli studenti del Collegio Universitario dei Cavalieri del Lavoro.

Chi ha ucciso Aldo Moro e perché. È questo che Grassi non perde la voglia di raccontare, è a questo interrogativo che dedica il suo tempo e le sue energie. Gero Grassi crede nel passaggio del testimone, nella forza della memoria, nel metabolizzare e superare gli errori del passato, per aprirci verso un futuro che dobbiamo imparare a gestire senza smarrire la bussola della giustizia e della democrazia. Sono vari i motivi per i quali questo intervento di Gero Grassi mi ha segnato così tanto. Primo fra tutti, il suo racconto mi ha permesso di riempire di contenuto e di senso pagine di storia che sarebbero altrimenti rimaste lettera morta nella mia coscienza e che probabilmente non avrei mai avuto l’occasione di approfondire in modo così penetrante e appunto impertinente, nonostante quel “delitto di abbandono” (Carlo Bo, Corriere della Sera, 16/03/1979) sia distante ormai dal mondo contemporaneo in termini di anni e di influenza. Ma è proprio la sua convinzione che non sia affatto così che è capace di far breccia nell’animo di un giovane, inconsapevole che l’esigenza indispensabile sentita da Grassi di fare chiarezza, di avere la verità, di non lasciarsi alle spalle niente di ambiguo o taciuto è una esigenza che accomuna tutti quanti, anche chi non ha vissuto quel dramma non solo umano e familiare, ma anzitutto collettivo, etico-politico, giuridico-sociale.

La vera formazione non può prescindere dalle proprie origini. È questo che mi ha insegnato Gero Grassi attraverso il racconto della vicenda del caso Moro. Non possiamo divenire i cittadini dell’Italia del domani entro il nuovo contesto, prima europeo e poi globale, senza prima fare i conti con la nostra storia. Non possiamo parlare di cooperazione, solidarietà, dialogo senza comprendere perché sia così importante, perché è necessario collaborare ed orientarsi verso gli stessi obiettivi condivisi. Sono questi i momenti di vera educazione civica di cui ogni ragazzo avrebbe bisogno nel suo percorso di crescita. Sono questi i momenti che danno senso allo studio quotidiano, alla fatica d’imparare, mettendo sotto una luce diversa queste attività.

Alla base di qualsiasi progetto di cambiamento non può non esserci una sete insaziabile di conoscenza, che dà vita a quel desiderio di agire entro la comunità umana di cui ciascuno di noi è parte, per lasciare l’impronta del proprio passaggio. Questo è il coraggio che sempre la memoria storica sa trasmettere a chiunque sappia cogliere e sfruttare il suo straordinario potere di cambiare le cose.

Share this article

Panorama per i giovani

Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

Una rivista on line, interamente realizzata dagli allievi del Collegio "Lamaro Pozzani", che cerca di partire da quello che ci interessa oggi per anticipare ciò che conterà domani.

Ultimi articoli