Utilizziamo cookie per favorire l'utilizzo del sito e ottimizzarne l'esperienza di navigazione. Continuando la visita del sito l'utente accetta l'utilizzo dei cookie.

La buona scuola in pillole

La buona scuola in pillole

Alcuni suggerimenti, fra cui il rafforzamento dell’autonomia delle scuole, sono stati inclusi nel disegno di legge

Il Presidente del Consiglio Renzi ha definito “Buona scuola” il disegno di legge  “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” presentato alla Camera il 27 marzo 2015. La stesura del testo è stata preceduta da un anno di consultazioni: addetti ai lavori, professori, genitori, studenti e cittadini sono stati invitati dal Governo a esprimersi sulle problematiche scolastiche e ad avanzare proposte. 1.800.000 persone sono intervenute, fra cui 207.000 online, sul sito labuonascuola.gov.it. Alcuni suggerimenti, fra cui il rafforzamento dell’autonomia delle scuole, sono stati inclusi nel disegno di legge governativo. Altre proposte, come ad esempio la promozione di programmi di integrazione per bambini figli di migranti, non fanno parte del testo.

Ecco i punti chiave della riforma:

1) aumento delle retribuzioni degli insegnanti “che premierà qualità del lavoro in classe”;

2) aumento dell'autonomia delle scuole, selezione degli insegnanti da parte del preside sulla base di liste regionali di candidati;

3) chiusura delle graduatorie ad esaurimento;

4) "bonus” agli insegnanti di € 500 all'anno per spese culturali, partecipazione ad eventi culturali, impegno per la formazione;

5) 400 ore di pratica aziendale all’anno per gli studenti delle scuole professionali e 200 per gli studenti delle scuole superiori;

6) piano straordinario per l’assunzione di 150mila docenti a settembre 2015;

7) riduzione del numero di studenti per classe;

8) crediti d'imposta per le donazioni alle istituzioni scolastiche (5 per mille);

9) promozione delle materie artistiche, rafforzamento del piano formativo per l’apprendimento delle lingue straniere, sostegno alla digitalizzazione.

Alcuni  punti della riforma, già oggetto di confronto nelle passate legislature, non sono stati esenti da dure critiche, espresse in particolare dai sindacati e da esponenti della minoranza Pd, di Sel e del M5s.

Tra le novità più contestate la facoltà concessa ai dirigenti scolastici di selezionare gli insegnanti, che introdurrebbe un processo non completamente trasparente, in quanto eccessivamente arbitrario nel definire il corpo docente.

Alcuni  vedono l’estensione del sistema di valutazione nazionale alle scuole paritarie come possibile causa di riduzione dei fondi destinati al settore statale.

Altri mettono in luce come, nonostante gli investimenti promessi per l’assunzione di nuovi insegnanti e le misure di edilizia scolastica, nel 2015 i tagli previsti dalla legge di stabilità ammonteranno a  148 milioni di euro.

Share this article

Panorama per i giovani

Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

Una rivista on line, interamente realizzata dagli allievi del Collegio "Lamaro Pozzani", che cerca di partire da quello che ci interessa oggi per anticipare ciò che conterà domani.

Ultimi articoli