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Semeion: il valore della ricerca

Semeion: il valore della ricerca

Tutti sappiamo o, almeno, abbiamo sentito affermare che la realtà in cui viviamo ha un contenuto scientifico sempre maggiore e l’innovazione rappresenta un fattore determinante dell’economia e della cultura della nostra società. Tuttavia il dibattito è così ampio che la consapevolezza a riguardo può non essere delle migliori.

 

Il valore da me attribuito alla ricerca ha trovato una significativa svolta in occasione della visita presso Semeion, Centro Ricerche di Scienze della Comunicazione.  Fondato a Roma nel 1985, Semeion svolge ricerca di base, sperimentale e applicata nel settore dell’intelligenza artificiale. Oggi Istituto Scientifico Speciale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), collabora fattivamente con diversi enti italiani e internazionali fra i quali il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ma anche con l’Università del Colorado, l’United Nations Development Programme (UNDP) e Scotland Yard. A presentare il Centro è stato il Presidente Massimo Paolo Buscema, laureato in filosofia e professore di scienze matematiche e statistiche all’università del Colorado di Denver. La ricchezza dei curricula del Presidente e degli altri responsabili mi hanno tanto ispirato quanto convinto che le capacità come le competenze per lavorare nel Centro siano tra le migliori.

I laboratori del Semeion hanno sperimentato sistemi adattivi artificiali, come reti neurali, algoritmi evolutivi e sistemi di analisi, a partire dall’analisi dei processi naturali e culturali. I sistemi presi in considerazione sono quelli complessi, multifase, le cui regole si costruiscono nel tempo e non sono quindi conoscibili all’inizio del processo. Questi sono sistemi instabili, generati dall’intersezione tra le parti, imprevedibili, per i quali il tempo è un parametro evolutivo. I meta-modelli che ne derivano vengono utilizzati in quattro principali aree: quella biomedica dell’imaging diagnostico e farmaceutico, quella della sicurezza sociale e della criminalità, l’area delle previsioni economico-finanziarie e, infine, quella della gestione e pianificazione del territorio. Il lavoro del Centro si è concretizzato anche in 11 brevetti internazionali.

Quello che più il presidente Buscema è riuscito a trasmettere è stato il senso di ciò che si crea lì, in un centro di ricerca. Si tratta di un luogo in cui la conoscenza fondamentale, di per sé pre - scientifica e pre - tecnologica, acquista carattere di scientificità e viene quindi sottoposta a sfide di esito non noto a priori. Nel mondo moderno la scienza esercita una potentissima attrazione e sono numerosi i tentativi di conferire scientificità alle attività più varie, quasi la scienza fosse una vernice con la quale decorare e rendere attraenti anche attività discutibili. La ricerca ha invece l’obiettivo di dimostrare il rigore e le competenze che, a mio avviso, restano comunque sottovalutate nel panorama dei giudizi a suo riguardo. Il Semeion mi ha mostrato la potenza della conoscenza così fondata e applicata a problemi concreti che ci riguardano quotidianamente. Il loro linguaggio di base è la matematica: il mondo è fatto di matrici, quindi di numeri. Per capire le leggi di trasformazione dei fenomeni è necessario comunque ispirarsi all’essere umano, dal quale provengono anche le domande che permettono tutto questo.

Conoscere un tale ambiente è stato per me un privilegio i cui stimoli continueranno a farsi sentire intensamente nella mia attività di studio. D’altra parte la ricerca si fonda sulla continuità dello studio, nel suo significato etimologico di “aspirare a qualche cosa, applicarsi attivamente”. Vedere al di fuori dell’ambito strettamente universitario che questo si realizza può essere solo di grande aiuto per la popolazione studentesca e non solo.

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Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

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