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Thanksgiving all’italiana

Thanksgiving all’italiana

Gli studenti del Collegio negli USA sono stati invitati a trascorrere il Giorno del Ringraziamento con una famiglia americana.

 

What are you doing for Thanksgiving?”: questa è la domanda che già alla fine di ottobre ci siamo sentiti porre da chiunque fosse consapevole dell’importanza di questa festività, che cade il quarto giovedì di novembre. Il miglior modo per festeggiarlo è sicuramente stare in una famiglia e godersi il menù tradizionale. Così per noi, studenti all’estero, la speranza più grande era ricevere un invito a festeggiarlo in quel modo: è grazie alla famiglia Deal, di Morgantown nello stato del West Virginia, che tutto questo è successo.

La signora Louise, madre di quattro figli e moglie di Peter, è stata una delle prime conoscenze di Davide presso il Newman Center di Morgantown, il centro per i giovani cattolici della West Virginia University. La sua origine italiana, che riguarda entrambi i nonni calabresi di San Giovanni in Fiore, è stato un primo motivo di amicizia. Inoltre, abbiamo interpretato come esemplare della cultura americana il suo invito aperto ed esteso anche ad altri nostri amici. Avevamo infatti scoperto che altri due studenti di Tor Vergata, Marco e Damiano, non avevano dove andare: nessun problema per Louise, che ha risposto prontamente:” Bring your friends, we’d love to have them!”.

Così, quel giovedì mattina, siamo stati accolti calorosamente dall’intera famiglia, dopo un nostro ritardo (accademico!) che possiamo giustificare con il tempo impiegato nella preparazione di una torta di mele, accompagnata da una bottiglia di vino. Una cosa è certa: eravamo tutti e quattro emozionati e curiosi della giornata che ci attendeva.

La great dinner si è aperta con degli antipasti a base italiana (formaggio e vino) per poi procedere con il vero menù del Ringraziamento: la carne di tacchino (turkey) accompagnata da un ripieno (stuffing), dall’immancabile salsa di mirtilli (cranberry sauce), dalla salsa greavy, con il purè (mashed potatoes), con il pasticcio di mais (corn), con le patate dolci e con verdure varie. Tutto questo si presentava come una delizia ai nostri occhi.

Nonostante la nostra totale concentrazione nel gustare il cibo, a tavola non è mai regnato il silenzio. Uno dei ragazzi ci ha spiegato il significato storico del Ringraziamento: comunemente viene fatto risalire al 1621 quando, nella città di Plymouth, nel Massachussets, i padri pellegrini si riunirono per ringraziare il Signore del buon raccolto.

Ad un certo punto gli stessi occhi prima meravigliati e ora sul punto di chiudersi, vengono illuminati alla richiesta: “Who wants an espresso? .. We have Illy!”. Ovviamente nessuno di noi italiani si è fatto attendere nella risposta. Una breve passeggiata ci ha poi consentito di ammirare il pavillon, costruito da uno dei figli con materiali di scarto nelle due ultime estati. Il dialogo con i giovani studenti americani e con i loro genitori è risultato sempre ricco di nuovi e interessanti punti di vista. Evidente era anche la passione di Louise e della figlia Jessica per l’Italia, paese di grandi esperienze per entrambe.

Immancabile, per concludere la giornata, è il dessert, per il quale abbiamo aspettato altre famiglie e amici in arrivo con molti tipi di dolci. La prima ad essere assaggiata è la tradizionale torta di zucca (pumpkin pie), una delizia stagionale da gustare con la panna montata. Nel frattempo, continuavano i momenti di giochi e di ascolto delle dolci note suonate al pianoforte da Jessica, accompagnata dal violino di Daniel.

Per noi è stata senza dubbio la migliore cena negli USA! A Peter confidiamo che la prossima volta che mangeremo in questo modo, con questo calore, sarà Natale.

 

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