Osservare il cielo: segreti e misteri dell’universo

Osservare il cielo: segreti e misteri dell’universo

Un ciclo di conferenze tutto dedicato all’astronomia promosso da SASA

La SASA (Sapienza Aerospace Student Association) ha organizzato nel mese di aprile quattro incontri aperti al pubblico sul tema dell’astronomia. Ogni appuntamento prevedeva un seminario teorico pomeridiano, tenuto nella sede di Ingegneria di S. Pietro in Vincoli dell’Università “La Sapienza”, seguito da un’osservazione astronomica vera e propria effettuata di sera nella suggestiva atmosfera notturna del Parco degli Acquedotti romano.

Nel primo incontro “A caccia di stelle” si è spiegato come si osserva il cielo e come funziona un telescopio, primi rudimenti essenziali per approcciarsi alla disciplina, per poi focalizzarsi sulla classificazione delle stelle e il loro spettro. La classificazione odierna usata dalla comunità scientifica è quella di Harvard (1912), ad opera di Annie Cannon e Cecilia Payne, secondo cui le stelle sono divise in gruppi indicizzati da una lettera dell’alfabeto: O-B-A-F-G-K-M. Gli astronomi la ricordano con la seguente frase: “Oh Be A Fine Girl: Kiss Me” (“Oh sii una brava ragazza: baciami”). Qui le stelle sono classificate a seconda della loro temperatura superficiale: le stelle di classe O sono le più calde ed appaiono blu, mentre quelle di classe M sono le più fredde e sono di colore rosso. Questa corrispondenza tra temperatura e colore di una stella è dovuta al loro spettro, cioè all’insieme di righe che si osservano quando la luce viene emessa o assorbita dai gas che compongono gli strati più esterni della stella stessa. Analizzando gli spettri delle stelle si possono ricavare colore, temperatura ed elementi chimici che le compongono, e quindi classificarle.
Nel corso della osservazione serale, tutte queste nozioni sulle stelle sono diventate oggetto d’analisi diretta coi telescopi: prima l’ammasso aperto delle Pleiadi, con le stelle Betelgeuse, Arturo eVega poi stelle sia binarie sia multiple, cioè sistemi composti da due o più stelle, come nel caso delle stelle Aldebaran e Alcyone.

Nella seconda giornata si è dato spazio al nostro sistema solare, trattando nascita ed evoluzione di tutti i suoi vari abitanti. In primis si è parlato del Sole, stella gialla di classe G, con una temperatura superficiale di circa 6000 K. Ha un’età di circa 5 miliardi di anni e si trova circa a metà della propria vita. Attorno ad esso, orbitano i pianeti del sistema solare e i loro satelliti: Mercurio, Venere, la Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. I primi quattro sono pianeti rocciosi e sono più vicini al Sole, mentre gli altri sono gassosi e più lontani. L’unico pianeta che risulta avere una temperatura tale da permettere la vita è la Terra, nata circa 4,5 miliardi di anni fa. Il suo satellite naturale, la Luna, si è formato secondo la teoria del grande impatto: pochi milioni di anni dopo la nascita della Terra, un corpo delle dimensioni di Marte impattò con il nostro pianeta e dalla collisione si generarono materiale roccioso e polveri, che si aggregarono e rimasero in orbita intorno alla Terra per effetto della forza gravitazionale, dando vita alla Luna. Giove è il pianeta più grande del sistema solare ed è quello che ha più satelliti. Fra questi ultimi, troviamo Europa, potenziale candidato per la presenza di altre forme di vita nel nostro sistema solare: è costituito da una coltre superficiale di ghiaccio sotto cui si ipotizza la presenza di un oceano allo stato liquido. Considerando la distanza di Europa dal Sole, e la conseguente bassa temperatura, ci si aspetterebbe di trovare ghiaccio, ma l’elevato campo magnetico di Giove riscalda l’interno del satellite e permette l’esistenza di acqua liquida. Protagonisti dell’osservazione serale col telescopio sono stati Giove, Marte, e poi la Luna, fra l’altro oggetto di astrofotografia, il cui esito è visibile nell’immagine riportata.

La terza giornata  è stato un vero e proprio viaggio nel mondo delle galassie. Costituite da miliardi di stelle, polveri e gas interstellare, possono essere ellittiche, a spirale o di forma irregolare e si distinguono per l’età delle stelle che le costituiscono e per la presenza o meno di un disco galattico chiamato bulge. Si è posta l’attenzione in particolare sulla nostra galassia, la via Lattea, e sulla vicina Andromeda, entrambe a forma a spirale. Queste due galassie appartengono al cosiddetto Gruppo Locale, un insieme di circa 30 galassie, per lo più satelliti delle due principali, che è stato complessivamente osservato poi al Parco degli Acquedotti.

Nell’ultima giornata, infine, si è andati alla scoperta degli esopianeti, pianeti che orbitano intorno ad una stella di un altro sistema planetario dell’universo. Esistono due modi per la loro rilevazione: il metodo delle velocità radiali e quello del transito. Il primo metodo consiste nel misurare le variazioni di velocità di una stella rispetto alla Terra, e da esse dedurre la presenza di un pianeta e ricavarne la massa. Con il metodo del transito si studia invece la diminuzione di luminosità di una stella dovuta al passaggio del pianeta davanti a essa. Proprio con questo metodo lo scorso febbraio è stato scoperto il sistema TRAPPIST-1, costituito da sette esopianeti di dimensioni simili alla Terra orbitanti intorno all’omonima stella di classe M, avente circa l’8% della massa solare. Tre di questi pianeti si trovano a una distanza tale dalla stella da permettere la vita, cioè appartengono alla cosiddetta “fascia abitabile”. Dopo il seminario, nell’ultima osservazione si sono tirate le fila di tutte le tappe di questo percorso, riammirando a notte fonda stelle, pianeti e galassie, da veri astrofili dilettanti.

Share this article

Panorama per i giovani

Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

Una rivista on line, interamente realizzata dagli allievi del Collegio "Lamaro Pozzani", che cerca di partire da quello che ci interessa oggi per anticipare ciò che conterà domani.

Ultimi articoli