Novità o ritorno al passato?

Novità o ritorno al passato?

Il sistema politico italiano è in trasformazione: nella nuova configurazione di equilibrio sono ancora però presenti logiche del passato.

 

I primi 50 anni circa di storia politica repubblicana sono stati imperniati su un sistema politico multipartitico. Al centro c'era la Democrazia Cristiana, unica forza politica de facto legittimata a governare. Vigeva infatti la cosiddetta conventio ad excludendum, in virtù della quale l'altro grande partito dell'epoca, il Partito Comunista Italiano, doveva essere tenuto lontano da qualsiasi posizione governativa. La DC veniva sostenuta al governo da altri partiti di centro-destra, come il Partito Liberale Italiano, o di centro-sinistra, come il Partito Repubblicano Italiano, il Partito Socialdemocratico Italiano e il Partito Socialista Italiano. C'erano poi le ali estreme escluse dal governo: a sinistra il già citato PCI, e a destra i nostalgici del Movimento Sociale Italiano.

Tutto questo è cambiato nei primi anni '90, quando in seguito alla discesa in campo di Berlusconi scaturì un sistema politico totalmente nuovo, non più multipolare ma tendente a un bipolarismo basato sull'alternanza di governo. Si creò infatti da una parte uno schieramento di centro-destra, costruito intorno a Forza Italia e alla Lega Nord, e dall'altro uno schieramento di centro-sinistra, facente riferimento al Partito Democratico della Sinistra, poi ai Democratici di Sinistra e infine al Partito Democratico. In questo contesto i partiti di centro avevano un ruolo minoritario.

E oggi? Recentemente sono accaduti molti avvenimenti che hanno snaturato il sistema politico degli ultimi 20 anni: la nascita del governo Monti nel 2011, sostenuto da destra a sinistra, lo straordinario successo elettorale del Movimento Cinque Stelle alle elezioni politiche del febbraio 2013, l'ascesa in campo di Matteo Renzi come segretario del Partito Democratico e Presidente del Consiglio, la vittoria dello stesso PD alle europee del 2014 con il 40% dei voti, e infine la crescita esponenziale della nuova Lega (Nord?) di Matteo Salvini, che si è ormai sostituito a Silvio Berlusconi come leader del centro-destra.

Tutti questi ingredienti costituiscono l'embrione di un nuovo sistema politico in pectore. Ma è qualcosa di nuovo o qualcosa di già visto? Scendiamo più nel dettaglio. Abbiamo un partito di governo, il Partito Democratico, che in seguito all'ascesa di Mattero Renzi ha eliminato le frange ancora legate alla vecchia nomenklatura e ha assunto una prospettiva più liberal. Per molti è diventato de facto un partito di centro, sostenuto da altri partiti più piccoli, quali l'Unione Democratica di Centro, Scelta Civica, il Nuovo Centro Destra.

C'è poi un altro grande partito, il Movimento Cinque Stelle, che è ancora in cerca di una sua precisa fisionomia e strategia, con proposte anche molto forti come il reddito di cittadinanza.

Infine abbiamo un nuovo centro-destra imperniato sulla Lega Nord, su Forza Italia e Fratelli d'Italia. La Lega non è più secessionista, bensì si rivolge a tutta la nazione con un'impronta fortemente nazionalista.

E' ancora presto per giungere a conclusioni definitive. Solo il prossimo futuro ci potrà dire se il bipolarismo BPBP (Berlusconi - Prodi - Berlusconi - Prodi), sia stato una semplice parentesi nella storia politica repubblicana e se l'anima politica italiana non sia piuttosto un'anima multipartitica.

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