Trattato sulle armi nucleari a medio raggio, nuove frizioni Usa/Russia

Trattato sulle armi nucleari a medio raggio, nuove frizioni Usa/Russia

L’accordo in discussione fu firmato nell’87 da Reagan e Gorbachev

 

L’America di Trump ha denunciato la violazione da parte della Russia del trattato sull’eliminazione dei missili nucleari a corto e medio raggio, firmato nell’87 da Ronald Reagan e Mikhail Gorbachev. Una questione che, oggi come ieri, investe il Vecchio Continente.

Fonti anonime nel governo degli Stati Uniti hanno, infatti, rivelato al New York Times le presunte violazioni del Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) da parte di Mosca: nell’articolo si afferma che la Russia avrebbe schierato una divisione di missili da crociera di classe "terra-terra".

Ma ripercorriamo le tappe più recenti di una lunga storia che affonda le sue radici nella Guerra fredda.

Nonostante i programmi di costruzione degli armamenti russi a media e corta gittata siano iniziati almeno nel 2008, il Dipartimento di Stato americano ha iniziato a reagire solo alla notizia dei primi test di tali armi nel 2014 e nel 2015.  Tutto ciò può essere visto come una prova dell’inefficacia delle azioni intraprese dall’amministrazione Usa guidata da Barack Obama, quando i suoi rappresentanti hanno più volte cercato di convincere i russi a sospendere il programma per lo sviluppo di missili da crociera da terra ancora in fase di test. Nel maggio 2013, il Dipartimento di Stato per la prima volta ha formalmente richiamato l'attenzione delle autorità russe alla minaccia di violazione del Trattato INF, e nel gennaio 2014, gli americani hanno riferito le loro preoccupazioni agli alleati atlantici. Il presidente Obama ha sollevato la questione in una lettera ufficiale a Vladimir Putin il 30 luglio 2014. Il Cremlino ha definito le accuse infondate. Tuttavia, nel 2016 è diventato chiaro il fallimento dei negoziati e le forze armate russe si sono dotate di lanciarazzi mobili con missili con un raggio di offesa di oltre 2mila chilometri.

L’ex comandante supremo delle forze Nato, il generale Philip Bridlava, ha avvertito nel 2016 del cambiamento dell’equilibrio militare europeo con il dispiegamento dei missili da crociera a terra russi: una mossa da parte russa che non doveva rimanere senza risposta.

Per la prima volta in 13 anni, si è tenuta a Ginevra nel 2016 la riunione della commissione di controllo speciale che, secondo le disposizione del trattato di Washington, ha lo scopo di verificare il rispetto delle condizione da entrambe le parti. Le cariche russe hanno negato la violazione dell’accordo, pur ammettendo l’annuncio del ministero russo della Difesa che nel 2016 ha comunicato l’adozione ufficiale di nuovi sistemi missilistici.

La ripresa dei negoziati del trattato sulle armi strategiche nucleari a corto e medio raggio è uno dei test che dovrà affrontare presto il nuovo inquilino della Casa Bianca, Donald Trump.

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