Una giovane italo-argentina a Roma

Una giovane italo-argentina a Roma

Guadalupe è ospite del Collegio “Lamaro Pozzani” nell’ambito del Programma Ponte

 

Buongiorno Guadalupe. Innanzitutto, qualche informazione su di te e i tuoi studi.

Mi chiamo Guadalupe Larrere, ho 22 anni, sono di Bahía Blanca, provincia di Buenos Aires. A 18 anni mi sono trasferita nella capitale per studiare economia all'Università San Andrés. Al quarto anno sono stata in Erasmus a Lisbona, alla NOVA School of Economics. Il 24 giugno ho dato l'ultimo esame e mi manca la tesi per laurearmi.

Qual è il tuo rapporto con l’Italia? Perché hai deciso di partecipare al Programma Ponte?

Ho deciso di partecipare perché molti argentini hanno avi italiani e la nostra cultura è stata molto influenzata da quella italiana, basta pensare alla centralità della religione cattolica, la visione della famiglia, la cucina, il mondo del lavoro. Penso che gli argentini abbiano spesso un comportamento simile a quello degli italiani. Come economista ritengo che sia importante conoscere il soggetto economico e le istituzioni che lo circondano. I soggetti economici che hanno fondato l'Argentina moderna sono stati i lavoratori italiani. Questo è il mio interesse principale per il Programma Ponte: comprendere la politica, l'economia e la cultura italiana; quest'ultima in particolare ha condizionato fortemente il percorso economico argentino. Inoltre la madre della mia bisnonna paterna, orfana, è scappata dall'Italia durante la prima guerra mondiale all’età di tredici anni ed è arrivata in Argentina. I genitori dei miei bisnonni paterni, poi, erano liguri.

Eri già stata a Roma? Come l’hai trovata?

Sì, ci sono stata due volte. Questa volta mi è piaciuta di più delle altre, perché ho potuto conoscere i quartieri non turistici, quelli abitati dai romani, dove ho potuto percepire maggiormente la presenza della cultura italiana. Infatti, il lato turistico e commerciale della città è quello che apprezzo di meno.

Come trovi il Programma? Che cosa ti sta interessando maggiormente?

La cosa che più ho gradito è stata la permanenza presso il Collegio, perché mi ha dato la possibilità di parlare molto con gli studenti italiani, che mi offrono la prospettiva che i giovani italiani hanno sulla propria situazione nazionale. In questa prima fase ho potuto approfondire bene la storia italiana, anche dal punto di vista politico, farmi una chiara idea generale di questi temi, per poi avere delle basi solide su cui approfondire.

Che ne pensi della struttura che ti ospita, il Collegio dei Cavalieri del Lavoro “Lamaro Pozzani”?

Come dicevo prima, ho apprezzato l'ambiente molto accogliente e aperto. Con gli studenti ho potuto instaurare un rapporto sincero e stimolante. Per quanto riguarda la struttura, ho trovato il collegio confortevole e ben organizzato.

A Roma vive un tuo connazionale molto conosciuto, Papa Francesco. Che cosa ne pensi? Hai avuto modo di vederlo?

Sì, ho avuto modo di vederlo, per la prima volta, all'Angelus domenicale. Papa Francesco ha rinnovato la Chiesa Cattolica e ha riavvicinato i giovani, che hanno sempre maggior voglia di partecipare alle attività della comunità. Bergoglio ha una chiara percezione delle necessità della società moderna e lavora per contribuire a risolvere le sue problematiche. Nel fare questo, più che giudicare, lascia parlare il suo cuore con sincerità. D’altra parte, a mio avviso, è un personaggio che ha grande influenza politica in Argentina. In questo momento il mio Paese ha bisogno di ricostruire la sua fiducia nello Stato, nelle istituzioni e nell'economia, che hanno avuto grandi problemi ultimamente, ma conservano delle potenzialità notevoli. In questo contesto ci sarebbe bisogno di un Papa che supporti maggiormente questo processo, vista la grande importanza della sua figura in Argentina.

In Argentina come è vista la sua figura?

A dire il vero è difficile individuare una tendenza generale omogenea, ci sono diverse posizioni nella società argentina al momento. Quello che mi sento di dire con certezza è che l'elezione di Papa Francesco ha riavvicinato molto i giovani alla Chiesa.

E dell’Italia di oggi, che immagine hanno gli Argentini? Arrivano informazioni sul nostro Paese?

Come negli altri Paesi del Sud America, la nostra percezione, come anche quella dei media, tende a concentrarsi sull'Europa nel suo complesso, più che sui singoli Paesi. Dell'Italia si è parlato ultimamente soprattutto a proposito dell'arrivo dei migranti dall'Africa. Ha ricevuto molta attenzione la grande operazione di salvataggio della Marina Italiana nel canale di Sicilia.

I giovani argentini si interessano di politica?

Sì, senza dubbio, ci sono sia associazioni molto grandi, che sostengono diversi schieramenti e raccolgono giovani interessati alla politica, sia altre associazioni, più piccole e indipendenti, che sono molto attive e coinvolgono i giovani in incontri su temi vari, così come in scioperi e manifestazioni.

Nel tuo Paese le elezioni hanno avuto luogo meno di un anno fa. Qual è la tua percezione della situazione politica ed economica attuale?

Penso che il governo di Macri, dal punto di vista economico, abbia preso le misure di cui Paese aveva bisogno, come permettere la fluttuazione della moneta, il Peso argentino, nel cambio con le altre monete. Si è eliminata, inoltre, la tassazione sull'esportazione del grano, da sempre fattore chiave della nostra economia, permettendo un aumento della produzione e delle vendite. Sono stati rimossi, poi, i sussidi per l'energia elettrica, il gas e il trasporto, che permettevano un abbassamento delle tariffe, appesantendo però il bilancio dello Stato. Questi provvedimenti hanno fatto crescere l'inflazione e causato un aumento dei licenziamenti, cause primarie del discontento dei lavoratori. Numerose manifestazioni hanno avuto luogo nelle città argentine negli ultimi mesi. In seguito agli scandali di corruzione del vecchio partito di governo e alla conseguente disillusione dei militanti, le opposizioni sono in fase di riorganizzazione. L'opposizione in parlamento, resta, però, costruttiva.

Un’ultima domanda. Quando pensi di tornare in Italia?

Non ne ho idea, ma spero tra non molto tempo. Intanto questa estate farò un bel giro turistico nel Sud Italia con la mia famiglia.

 

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Panorama per i giovani

Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

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