Il mio primo Natale a Roma

Il mio primo Natale a Roma

Desideri d’inverno

 

Caro Babbo Natale,

 

Non so se esisti davvero, i grandi dicono di no, ma ho imparato che spesso sbagliano… Quindi, tentar non nuoce.

Da piccolo ti scrivevo puntualmente, ogni inverno, rimanendo in attesa dei giocattoli che mi avresti portato. A proposito, che fine ha fatto quella tombola che ti chiedevo sempre e non è mai arrivata?

Questa volta non voglio chiederti né giochi, né leccornie, ma, un po’ cresciuto, ti scrivo da giovane studente fuorisede, completamente conquistato dalla città in cui ha scelto di intraprendere i suoi studi universitari. La città più bella del mondo: Roma.

Non posso dire di conoscerla ancora a sufficienza, dato che è solo da pochi mesi che vivo qui, ma qualcosa ho già imparato.

Roma mi ha fatto innamorare da subito. Appena uscito dalla stazione Termini in quel giorno di fine agosto, con la valigia carica di aspettative, ma anche di tanti dubbi (Voglio davvero andare via da Cuneo? Da solo? Chi troverò in Collegio?), la sua bellezza eterna mi ha rinfrancato il cuore: fare una passeggiata nel cuore di questa metropoli significa viaggiare nella Storia, viverne i suoi attimi ed i suoi eventi attraverso le testimonianze racchiuse in ogni angolino della città, anche nei più inaspettati.

Lo stupore non si è esaurito tanto in fretta, anzi, si è accentuato nella condivisione con i miei compagni d’avventura. Ricordo l’Aula Magna strapiena del Collegio, nella mia prima sera, in cui ognuno di noi, con una storia diversa alle spalle, dimostrava la stessa voglia di mettersi in gioco per realizzare i propri obiettivi e credere ai propri sogni. E pensare di farlo in questa cornice urbana così speciale, così unica, così nuova per tutti noi, che avevamo lasciato le nostre case e le nostre famiglie nel resto d’Italia, offriva una sfumatura più intensa ai nostri progetti di vita.  

Il mio trasferimento nella Capitale mi ha consentito di conoscere un lato di Roma normalmente invisibile ai turisti, o quantomeno minimamente percepibile: la Roma delle periferie, senza maestosità e grandi sfarzi, la Roma del quartiere Cinecittà-Don Bosco, semplice, autentica, che ogni giorno si sveglia e si muove frenetica, per stare al passo coi ritmi di questa società, talvolta arrancando, talvolta bloccandosi, talvolta mostrandosi ferita dal passaggio dell’uomo.

È vero, quando si parla di Roma oggi si parla solo dei problemi. Bisognerebbe essere ciechi per non vederli: la sporcizia abbandonata in alcune aree, l’incuria imperante, le zone inaccessibili, i rumori molesti, il disordine, il traffico congestionato, l’inefficienza di alcuni servizi pubblici, piccole macchie che stonano sotto quel cielo azzurro brillante, che riflette i raggi invernali del sole e inonda di luce tutto ciò che non va, ma che fa sorgere anche il sorriso sui visi delle persone – quei romani che non si arrendono, che amano la loro città e che vorrebbero conservarla Caput Mundi impareggiabile.

Per questo, caro Babbo, ti chiedo di non far credere ai romani di essere condannati all’immobilità e a dover subire le loro situazioni di disagio senza confidare che gradualmente ogni difetto possa essere sanato e ogni male curato. La Storia ci racconta di una Roma che, così bella, così deturpata, così offesa, così esaltata, ne ha viste passare tante, così come i romani, popolo cordiale, vivace e premuroso, non hanno mai perso la voglia di rimboccarsi le maniche e reagire, voltare pagina, dimostrare chi sono e come sanno affrontare le sfide.

Fa’ che possano continuare a credere in loro e nella loro città; in fondo, l’unicità di Roma è proprio il loro punto di forza. Roma non è come le altre metropoli europee, ed è proprio per questo che è così amata nel mondo.

Spero che in questo Natale porterai nel tuo sacco colmo di pacchetti e pacchettini un dono speciale per Roma e una generosa dose di fiducia e autostima per tutti i suoi cittadini.

 

Con affetto,

Federico

 

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Panorama per i giovani

Cultura, economia, formazione, politica e scienza. E un occhio sempre attento alle bellezze, alle opportunità, alle sfide con le quali si confrontano giovani che vivono a Roma gli anni della formazione universitaria.

 

Una rivista on line, interamente realizzata dagli allievi del Collegio "Lamaro Pozzani", che cerca di partire da quello che ci interessa oggi per anticipare ciò che conterà domani.

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