Darwinismo, una lezione tanto discussa quanto incompresa

Darwinismo, una lezione tanto discussa quanto incompresa

La teoria dell’evoluzionismo ancora oggi infiamma il dibattito scientifico, nel mondo islamico come negli Stati Uniti

 

Sono passati quasi 160 anni dalla pubblicazione dei primi studi sull’evoluzionismo da parte di Charles Darwin, ma il dibattito circa la veridicità e la scientificità delle sue asserzioni è ancora vivo e aperto. Sebbene accettata a livello internazionale dalla maggior parte degli scienziati, in realtà, sono ancora diffuse idee contrarie che cercano di smontarne le basi su cui essa si fonda. Ciò è reso evidente da quanto è accaduto e sta accadendo nel mondo islamico o, addirittura, negli Stati Uniti, dove l’insegnamento delle teorie di Darwin è fortemente ostacolato dai fondamentalisti e dai creazionisti. Perciò è importante focalizzarsi sul vero significato di questa teoria, ormai assediata da preconcetti e idee false a cui viene spesso associata.

L’evoluzionismo darwiniano è una delle teorie più importanti dal punto di vista biologico che mira non solo alla spiegazione di particolari fenomeni, ma anche ad una interpretazione della grande biodiversità esistente in natura. L’evoluzione è un processo transgenerazionale che avviene per mezzo dei meccanismi di riproduzione di ogni singola specie: grazie a questi, infatti, nel tempo tendono a verificarsi cambiamenti di una particolare stuttura biologica e/o delle sue specifiche funzioni. L’evoluzione si serve di un meccanismo denominato selezione naturale, processo che permette la “conservazione del più adatto”, cioè la sopravvivenza in determinate condizioni ambientali di individui con caratteristiche più vantaggiose rispetto ad altri. Da questo discende la possibilità che specie diverse derivino da un antenato comune e che molte specie si siano estinte nel corso del tempo per la scarsa capacità adattativa.

L’idea di Darwin non è, quindi, quella di spiegare, come molti sostengono, l’origine dell’esistenza o della vita stessa, ma di chiarire un meccanismo insito in ogni attività biologica e non ha nessuna pretesa di essere una spiegazione finalistica. Tanto che la teoria non prevede uno stato ultimo dell’evoluzione, ma è soltanto una forte presa di coscienza di una realtà fattuale che sempre procede: tutti gli esseri biologici, compreso l’uomo, sono in perenne evoluzione. I tempi di osservazione dei prodotti di questo fenomeno sono lunghi ma non per tutti: basti pensare ai batteri e alla loro iper-resistenza a determinati antibiotici.

L’evoluzione è un meccanismo non del tutto casuale: sebbene le mutazioni genetiche che permettono le variazioni fenotipiche (quindi morfologiche e/o funzionali) degli individui siano per lo più di natura accidentale, cioè non determinate dai bisogni della specie o dell’individuo, in realtà il meccanismo di selezione è un filtro razionale che mira ad un’ordinata preferenza verso l’individuo o la specie più adatta.

Ancora oggi l’evoluzionismo non è universalmente accettato come scienza; tuttavia essa costituisce una teoria ben organizzata che risulta essere coerente con molti altri risultati scientifici. Essa va accettata come una delle migliori spiegazioni dei vari meccanismi biologici e deve essere studiata per il suo alto valore non soltanto scientifico, ma anche culturale.​

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