La medicina dei prossimi anni, quale futuro?

La medicina dei prossimi anni, quale futuro?

La “cura” dell’invecchiamento sarà un elemento sempre più rilevante nel futuro della medicina.

Gli enormi progressi in ambito medico consentono ad un numero sempre più ampio di persone di superare con successo le proprie malattie. Grandi flagelli del passato, dalla poliomielite alla peste, sono ormai un ricordo lontano e permangono solo in poche zone del Pianeta. Nell’analisi sul futuro della medicina, tuttavia, l’incerto gioca ancora un ruolo da padrone. L’uomo è stato in grado di spingere la sua conoscenza verso traguardi in passato impensabili, ma nuove sfide attendono la scienza e, soprattutto, la medicina.

Volendo analizzare quali siano gli scopi dell’arte medica, ci si accorge di come essi siano molteplici e spesso non univocamente individuabili. Certamente, si tratta di un’entità “costituita dalla comune natura umana che implica malattia e dolore fisico e morale anche in relazione alla paura del futuro e della morte” (Comitato nazionale per la bioetica, Scopi, limiti e rischi della medicina) e, pertanto, fortemente orientata alla cura della persona nella sua interezza.

Nonostante ciò, il progresso si associa a questioni etiche sempre più urgenti e difficilmente districabili, che rischiano di travalicare il significato stesso del “curare”. In quest’ottica si colloca l’attuale dibattito sull’invecchiamento.

Secondo molti specialisti, la “cura” dell’invecchiamento sarà un elemento sempre più rilevante nel futuro della medicina (e, dunque, dell’uomo). Per quanto sia possibile fornire numerose definizioni del concetto, è innegabile che non si tratti di un processo patologico, ma di uno degli stati fisiologici che accompagnano la vita dell’uomo e degli organismi viventi.

Molte ricerche oggi sono volte alla comprensione dei meccanismi molecolari che mediano l’invecchiamento, al fine di elaborare dei piani terapeutici atti a prolungare la vita dell’uomo. Se, da un lato, tale intento è nobile, dall’altro potrebbe esporre le società di oggi e domani a nuovi problemi di carattere sanitario, come un’epidemia di malattie di ambito geriatrico. In altre parole, un’eccessiva aspettativa di vita potrebbe provocare più problemi di quanti tenda a risolverne.

Sotto il profilo puramente etico, la questione rientra pienamente nel dibattito sugli ambiti e i limiti della scienza; in un futuro non remoto, l’uomo dovrà interrogarsi sul limite che è doveroso raggiungere e non travalicare.

Le scoperte in ambito genetico, poi, consentiranno un ulteriore sviluppo di aree di ricerca nuove ed in parte inesplorate. Grazie ai progressi nella farmacogenomica, la branca della genetica che analizza le interazioni tra farmaci e molecole umane, la medicina si accinge a diventare sempre più personalizzata: i medici potranno essere in grado, a seguito dello svolgimento di semplici analisi sul paziente, di comprendere quale farmaco sia da preferire per il trattamento di determinate patologie e in che misura. Già da tempo è nota l’esistenza di una certa variabilità interindividuale nella risposta ai farmaci: comprendere quale farmaco sia da preferire per un dato trattamento è un enorme passo avanti, al fine di evitare e prevenire eventi avversi o fallimenti terapeutici.

I progressi in ambito di medicina oncologica, inoltre, aumentano di giorno in giorno. Patologie tumorali, che fino a poche decine di anni fa risultavano intrattabili, oggi possono essere curate mediante combinazioni variabili di chirurgia, terapia farmacologica e terapia radiante. Le statistiche disponibili confermano questo trend: l’innovazione e i progressi si traducono in un generale aumento della sopravvivenza del paziente. In tal senso, molti specialisti si sono sbilanciati in previsioni sensazionalistiche sull’eradicazione definitiva delle patologie tumorali; tali previsioni non sono, però, prive di un fondo di verità. A tal proposito, è noto come la prevenzione e l’adozione di adeguati stili di vita siano elementi indubbiamente cruciali. Ed è proprio sulla prevenzione che aumentano i dati e le tecnologie in nostro possesso. Se, da un lato, è ormai possibile tracciare per ognuno, con adeguata accuratezza, un profilo di stile di vita appropriato – caratterizzato da un’opportuna alimentazione, coadiuvata da esercizio fisico e cura di se stessi –, dall’altro la diffusione di dispositivi di imaging portatili e alla portata di tutti conoscerà, in futuro, una capillare diffusione. L’ecografia è, al giorno d’oggi, la metodica di imaging più sicura, essendo scevra da effetti collaterali: un domani saranno disponibili ecografi delle dimensioni di un cellulare, con notevole vantaggio per i pazienti e un’elevata rapidità di diagnosi.

Ogni progresso in questa direzione deve, tuttavia, essere sempre accompagnato da una consapevolezza di fondo: la cura delle malattie non può prescindere dalla dimensione umana propria di ogni patologia. La distanza che si frappone tra il medico e il paziente, drammaticamente accentuata dal progresso tecnologico, dalla frenesia e dalla continua ricerca di risultati, rischia di compromettere il corretto instaurarsi di un solidale rapporto medico-paziente, fondamentale per il raggiungimento del target terapeutico.

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