Rifiuti elettronici: un nuovo El Dorado

Rifiuti elettronici: un nuovo El Dorado

Forse non tutti sanno che ognuno di noi possiede una potenziale miniera di metalli preziosi e terre rare.

Un computer laptop, del peso di circa 3 kg, contiene generalmente rame (140 grammi), argento (970 mg), oro (180 mg), neodimio (1900 mg), lantanio (53 mg), ittrio (3 mg) e molti altri elementi della tavola periodica, per un totale che può arrivare anche a 60. Tutti gli schermi LCD contengono indio, le lampade a fluorescenza sono rivestite internamente da ossido di ittrio e nei cellulari sono presenti percentuali di rame, oro, argento e palladio. Questi elementi appartengono sostanzialmente a due gruppi: le terre rare e i metalli preziosi, che come tali possono costare da decine a centinaia di dollari al kg. Due categorie che sono state individuate dalla Comunità Europea come materiali strategici e a rischio di fornitura. Sono materiali per i quali non esiste una produzione primaria in Europa e per i quali dipendiamo da Sud Africa e Russia, per i metalli preziosi, ed esclusivamente dalla Cina per le terre rare.

Ciò fa capire l’importanza strategica ed anche economica che può avere il recupero di metalli preziosi e terre rare dai RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, dispositivi per i quali questi elementi sono indispensabili. I RAEE non sono solo prodotti in grande quantità (in Italia ammontano a circa 1,5 milioni di tonnellate all’anno), ma sono anche molto dannosi per l’ambiente se non correttamente trattati e smaltiti.

Le composizioni sopracitate possono sembrare quantità insignificanti, visto che rappresentano spesso anche meno dello 0,001% del peso dei vari apparecchi. Ma in realtà una tonnellata di RAEE può contenere quantità di metalli preziosi superiori rispetto a quelle presenti nei minerali naturali. Prendiamo come esempio l’oro: un minerale naturale ne contiene da 5 a 10 parti per milione. Ciò significa che è necessario estrarre e trattare una tonnellata di minerale per ottenere da 5 a 10 grammi di oro. Per confronto, una tonnellata di RAEE può contenere da 80 a 1000 grammi di oro, cioè una quantità 10 o 100 volte maggiore. A maggior ragione le terre rare necessitano di essere recuperate dai rifiuti, per via della loro scarsità in natura e della loro sempre maggior richiesta per la produzione di apparecchi elettronici.

Il recupero dei metalli preziosi dai RAEE è però molto complesso, non solo per la scarsa efficienza nella raccolta delle apparecchiature a fine vita, ma anche per lo stesso design degli apparecchi, che rende difficile la separazione efficace e a basso costo dei diversi elementi.

Il trattamento dei RAEE comprende più fasi:

  • messa in sicurezza, per rimuovere materiali pericolosi, separandoli dalle componenti di valore;
  • pretrattamento, di natura meccanica o metallurgica, per aumentare il contenuto dei composti di interesse nel lavorato;
  • raffinazione, per il recupero e la purificazione dei composti di interesse, effettuata soprattutto mediante processi chimici.

Sono tutti processi in fase di sviluppo, sui quali la ricerca è molto attiva: la valorizzazione dei RAEE è conveniente non solo dal punto di vista ambientale, ma anche e soprattutto economico e strategico.

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